"Merito tuo!": Muriel, l'importanza del dodicesimo uomo

L'importanza del dodicesimo uomo. Seduto in panchina, alle spalle di Gasperini, con la mascherina sul volto. Attende il momento giusto. L'allenatore guarda avanti. Scruta il campo, osserva la partita. Riflette e analizza. Poi si gira, lo manda a scaldare. Muriel quando entra ha le idee già chiare. Trascinare l'Atalanta alla vittoria. Contro l'Udinese è successo. Un film già visto. 

I numeri dalla panchina

Nessuno come l'attaccante colombiano: 9 delle 15 reti in A le ha realizzate da subentrato. Un record storico per il campionato. Di Vaio si era fermato a quota 7 nella stagione 03/04. Imprescindibile. La squadra di Gasp è fra quelle che hanno guadagnato più punti dalla panchina. Una cavalcata che non accenna a fermarsi. Sesta vittoria consecutiva (eguagliato il primato del marzo 2014 e novembre 2016). Ottanta gol fatti in stagione, miglior attacco del campionato.

Organizzazione, gioco, velocità. I bergamaschi esprimono la bellezza del calcio. In Champions il traguardo raggiunto dei quarti di finale. Un sogno che continua. Nella vittoria contro l'Udinese per 3-2 Muriel ci ha messo due volta la firma. Con un gol più bello dell'altro. Prima la punizione sotto l'incrocio dei pali alla destra di Musso, poi il tiro imprendibile da fuori area. La corsa in panchina ad abbracciare Gasperini riassume il momento. "Merito tuo", indica col dito. I due hanno un rapporto speciale. 

Un rapporto speciale

Odi et amo. "Contro la Lazio è entrato male, sembrava morto", ha detto l'allenatore a Sky Sport. Adesso si è svegliato. Ritrovando la via del gol. "Tra me e lui è un riprenderci sempre bonario. Mercoledì era convinto di aver fatto bene. Il giorno dopo gli ho detto di tutto". Gli effetti della ramanzina si sono visti in campo. 

Gestire le forze e ruotare gli uomini restano aspetti chiave per questo finale di stagione. Avere un attaccante come Muriel che quando entra riesce a essere decisivo è fondamentale per l'Atalanta. Serve intelligenza, grinta, caparbietà. Entrare in campo per cambiare la partita. E vincerla. Qualità che all'attaccante colombiano non sono mai mancate. Lui è il vero jolly di Gasperini, l'uomo in più. Il dodicesimo sui cui puntare. 

 

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