Sampdoria, Schick: "Roma? Mi hanno cercato tante squadre, ma ho fatto la scelta giusta"

Rimpianto delle grandi, felicità della Sampdoria. E' bastata mezza stagione a Patrik Schick per conquistare tutti, non solo a Bogliasco. Il primo ad accorgersi del suo talento? Antonio Cassano, che gli da tempo dice di non aver mai visto un giocatore così forte:

"Devo essere sincero, me lo ha detto di persona (arrossisce)" - si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport -"I primi giorni di ritiro mi osservava, ma non avevo il coraggio di parlargli. Insomma, lui è Cassano... Poi dopo qualche mese mi avvicina e mi fa: ‘Lo sai che sei davvero forte?’. Giampaolo? Lui è l’allenatore, lui decide chi gioca. Io devo solo farmi trovare pronto all’uso. È chiaro che mi piacerebbe partire sempre più spesso dal primo minuto. Però finché entro e segno, come posso dargli torto? Il mio segreto è pensare al gol sin da quando ti scaldi prima di entrare. Il resto viene da sé... Juventus e Roma? Mi piace salire di livello quando le sfide si fanno più difficili, è la dote che separa un attaccante normale da un grande attaccante. In Italia i difensori sono migliori che in Repubblica Ceca e il calcio è molto più tattico, oltre che più veloce. Non era scontato ambientarsi subito. Roma? Avevo diverse offerte, ma qui sapevo che sarei potuto crescere meglio che altrove. Ho fatto la scelta giusta".

Ambientamento: "Con Skriniar, Linetty e Bereszynski mi sono trovato subito.Normale.Vuoi per la lingua, vuoi per l’età e le abitudini, ci siamo trovati subito. E poi abbiamo dovuto conoscere Genova insieme. Vivere al mare mi ha cambiato tutto. Praga è una capitale, ti offre opportunità che qui non ci sono. Ma quando ti svegli e vedi il mare, beh... Pesto o omàcka? Sono ceco, devo dire omàcka. Però che buone le lasagne al pesto che ho mangiato ieri. Solitudine? No, perché c’è Hana, la mia fidanzata che vive con me a Pieve Ligure. Poi ok, la famiglia un po’ mi manca: mia sorella Kristyna riesco a vederla solo due­-tre volte all’anno. L’ultima è stata a Natale, per fortuna c’è Facebook a mantenerci in contatto. Esultanza alla Drogba? Mi è venuto istintivo. Didier è stato uno dei miei attaccanti preferiti, anche se da piccolo tifavo Manchester United. Prima Beckham, poi Cristiano Ronaldo. Che c’è di meglio?. Premier League? Perché no, è il campionato più bello del mondo e soprattutto il più equilibrato. Chissà, ma io ora alla Samp sto da dio".

Sull'incontro con Nedved: "Non lo avevo mai incontrato prima ed è stato emozionante. Mi ha fatto i complimenti per il gol, ma non abbiamo parlato di calcio. Il campo e lo spogliatoio mi bastano. E alla tv guardo solo i big match. Derby? So bene che Genoa­-Samp qui è la partita dell’anno. I tifosi non mancano di ricordarcelo. Però io sono tranquillo e non mi spaventa nemmeno sapere che siamo in trasferta. Ci sarà la nostra curva a spingerci".

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