Kargbo da film: giocava scalzo in Sierra Leone, ora è l'eroe della Reggiana

Lo speaker lo chiama "l'imperatore", perché di cognome fa Augustus. Per Alvini però è sempre stato "il bimbo". I tifosi ci hanno aggiunto "d'oro", da ora si può dire che ci avevano visto bene. Kargbo manda la Reggiana in Serie B, lui che il 13 giugno del 1999 era nella pancia di sua mamma. Nascerà il 24 agosto, oggi ha regalato alla città quel campionato che mancava da 21 anni. Lo ha fatto con un colpo di testa su assist di Varone, anche se supera di poco il metro e settanta. E' andato verso il cielo, dove guarda sempre dopo ogni gol. Ha guardato, ma su Google, anche dove fosse andato a finire nell'ultimo giono di mercato. Sì, a Reggio Emilia è arrivato a settembre, ma la Reggiana non la conosceva proprio. Non il modo migliore per presentarsi, di certo però ha scelto il più bello per chiudere la stagione. 

Al Bari ha segnato il decimo gol della sua annata: "Non c'è storia", ha esultato su Instagram Raffaele Vrenna, che lo ha seguito a lungo e portato al Crotone. Ha ancora un contratto di due anni lì e piace tantissimo a Stroppa, ma adesso si gode il momento. Al Mapei, dove la Reggiana non ha mai perso in campionato. Dove Ibra, soltanto 24 ore prima, ne faceva due al Sassuolo festeggiando la conferma di Pioli. Kargbo pensava anche allo svedese mentre da bambino giocava scalzo per le strade di Freetown. Sierra Leone, ma si immaginava a San Siro. Poi lo nota l'agente Numukeh Tunkara, che parla ai genitori: "Lasciatemelo portare in Guinea, lo iscrivo in un'accademia". Infine il viaggio in Italia, biglietto di sola andata. 

I suoi idoli sono Kallon e Manè, ha un passo devastante. Lo ha dimostrato con Potenza e Novara, lo ha ribadito contro Di Cesare e Sabbione. Dopo sei minuti è per la seconda volta a tu per tu con Frattali, lo scavalca con un tocco sotto ma il palo rende tutto amaro. All'inizio a Reggio è stata dura, la prima da titolare l'ha giocata alla settima giiornata con l'Arzignano. I primi gol sono arrivati alla nona con la Triestina, partita che praticamente vince da solo. In Alvini ha trovato un secondo papà, perché è un ragazzo che sa come farsi voler bene.

A Campobasso, la città che lo accoglie, gli offrono piatti di pasta: "Il ragazzo è giovane, deve tenersi in forma", dicono. Il ragazzo, oggi, è diventato grande. Ha fatto innamorare una città e probabilmente piangerà, perché una gioia così non l'ha mai vissuta prima su un campo da calcio. Nel 2018 giocava il Torneo di Viareggio con la Rappresentativa Serie D, entrava per le prime volte in uno spogliatoio. Stanotte lo porteranno in trionfo. La partita finisce, lui si accascia a terra dopo l'ennesimo scatto. Rimbomba "Notti Magiche" della Nannini, per Augustus lo è stata davvero. E' da film Kargbo, magari un giorno De Laurentiis, che ora soffre, ci penserà.  

 

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