Nel blu dipinto di…Ciano: “Quel sogno azzurro infranto, il rapporto con Drago e la mia esultanza…”

Ragazzo di poche parole, lui alla solita frase fatta preferisce il gol. Non vuole avere rimpianti, guarda al futuro: convinto, deciso, mai banale e qualche sorriso, vero eh. Spontaneità e simpatia, ecco Camillo Ciano fuori dal campo. E dentro? Scheggia impazzita, salta l’uomo, dribbling, poi magari si accentra e calcia. La palla te la fa vedere solo quando vuole lui, bel problema per i difensori avversari. Sorride quanto basta, ad esempio quando parla della sfida speciale con suo fratello, anche lui calciatore, anche lui attaccante: “Ogni gol che fa mi manda il video, dicendomi ‘guarda Camillo che quest’anno segno più di te’. Mi prende un po’ in giro sì, ma per il momento sono davanti io. Il tempo di rientrare dall’infortunio che l’ho subito superato”. Dalle giovanili con la maglia azzurra (un destino colorato, insomma) a Cesena, il suo locus amoenus. Delusioni e gioie, momenti difficili e altri belli, indelebili. E’ la vita, no? “Sì, infatti. Fa parte del gioco, non ho nessun rimpianto – racconta Camillo Ciano ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com – Ho fatto dai Giovanissimi alla Primavera al Napoli, poi le strade si sono divise. E ammetto che per me è stato un duro colpo. Ero considerato uno dei giovani più promettenti del vivaio, ma poi ogni stagione mi mandavano in prestito in qualche squadra. E’ stata una grossa delusione, perché come ogni bambino campano sognavo di vestire la maglia del Napoli, di sentire il brivido del San Paolo. Ma va beh, sono scelte che vanno accettate, ora spero solo che vincano il campionato e se fossi in Conte, porterei Insigne all’Europeo. Con Lorenzo ci ho giocato nella Primavera e ricordo che aveva dei colpi incredibili. Speriamo bene dai, la mia famiglia è tutta del Napoli. E pensate che derby con quella di mia moglie, dove sono tutti juventini”. Il Napoli, poi il Parma. Bel viaggetto, una nuova avventura poi un’altra mazzata: “Il Parma mi aveva preso dal Napoli e aveva girato il mio cartellino in prestito biennale al Crotone. Ma la società emiliana poi era fallita e così non si sapeva se io fossi svincolato oppure un giocatore del Crotone. Alla fine, dopo una serie di accertamenti e pratiche burocratiche (ah Camillo, la burocrazia…) hanno optato per quest’ultima soluzione. E menomale! A Crotone ho conosciuto un grandissimo allenatore e una grandissima persona, Massimo Drago. Gli sono davvero grato perché ha tirato fuori il meglio di me e se oggi sono al Cesena, nonostante mi volessero molte altre squadre, è anche per merito suo: ha insistito molto affinché lo raggiungessi in Romagna. A Crotone poi ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita, in quella partita contro il Lanciano. Alle 13 di quel giorno era nato mio figlio e poche ore dopo ho segnato su punizione e gli ho dedicato il gol”. Drago-Ciano, binomio vincente, solido. Non può finir così, come ogni bella favola richiede il ‘suo’lieto fine. Ecco, allora, che l’allenatore calabrese lo porta al Cesena. Già di per sé lo svolgimento è tanta roba (gol e giocate, che giocate!), ma il lieto fine… “Spero di andare in Serie A con questa maglia. Qui sto benissimo, ma davvero eh non per dire la solita cosetta di circostanza. La città è bellissima, sono a dieci minuti dal mare. L’ambiente, i tifosi è tutto fantastico, il luogo ideale per giocare a calcio e per crescere mio figlio che spero segua un po’ le mie orme. E ve lo dice uno che l’Italia l’ha girata…”. Sorride Camillo, è carico. “Cagliari e Crotone hanno un bel distacco, ma noi vogliamo crederci. Siamo un bel gruppo, prima di entrare in campo facciamo un grande urlo di squadra per caricarci a vicenda. Ma non sono un tipo scaramantico, eh”. E in tv, oltre alla Serie B cosa guardi? “Il Real Madrid. Non mi perdo una partita, sono cresciuto con il mito dei Galacticos. Vedevo questa squadra qui che vinceva sempre, piena di campioni, il massimo davvero. Se dovessi avere un secondo sogno sarebbe proprio quello di indossare la camiseta blanca. Va beh, ridiamoci su dai”. Un Ciano bianconero. L’accostamento ci sta, un arcobaleno di giocate e gol. Poi l’esultanza speciale: “Le braccia al cielo in memoria di mio padre, gli dedico ogni gol e poi il dito in bocca come mio figlio”. Tra grandi ambizioni e diverse situazioni difficili: l’addio al Napoli, le tante incertezze dopo il fallimento del Parma.  Meglio guardare avanti, con tanta voglia di far bene, di stupire e di alzare le braccia al cielo. “Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi", e tu lo sai bene Camillo: in quel blu (perfetto), dipinto di…Ciano.  

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