Il Marsiglia, Joey Barton e l'Entella. Ammari si racconta: "Quella volta che tornai al mattino alle 6..."

Prendete la squadra di una piccola cittadina ligure e mixatela ad una società solida e lungimirante, con un gruppo di giocatori di qualità. Shakerate tutto per qualche secondo. Ta-dan: l’Entella! Rivelazione da secondo posto in classifica. Vietato soffrire di vertigini.

Ma nessun problema per Najib Ammari, l’eroe biancoceleste della vittoria a Cesena: “Calma, l’obiettivo rimane la salvezza anche se ognuno di noi sogna sempre in grande!”. Ormai le ottime prestazioni dei liguri non fanno nemmeno più notizia: Il nostro segreto è il gruppo: avete visto come abbiamo esultato al mio gol? – racconta il trequartista classe ’92 in esclusiva per Gianlucadimarzio.com - Siamo amici in campo e fuori, ci aiutiamo sempre: questa è l’Entella”. Gol dell’1-0 ed esultanza sfrenata: tutti ad abbracciare tutti.

Che banda, l’Entella. L’ideale per chi, dopo un lungo peregrinare, è in cerca di stabilità. Un po’ come Ammari, che dopo essere nato e cresciuto nel Marsiglia, ha girovagato l’Europa in cerca di fortuna: Cluj in Romania, Cernomorec Burgas e Levski Sofia in Bulgaria, fino alla Serie B passando da Latina e finendo a Chiavari. Timido, ma giusto il tempo di prendere confidenza. “Sono un tipo tranquillo che ama stare in famiglia e giocare alla Playstation”. A che gioco nemmeno a dirlo, “Fifa!”. Eppure, qualche bravata giovanile se l’è concessa pure lui: “Una volta a 18 anni, la sera prima di un match importante tra la Primavera del Marsiglia ed il Cannes, andai in discoteca e tornai a casa alle 6 del mattino: ‘Come c***o faccio ad andare a giocare?’, pensavo tra me e me…”. Occhiaie e gambe molli? Tutt’altro: “Fui il migliore in campo: la più bella partita della mia vita!”. È divertito nel ricordare quest’episodio, il franco-algerino. Sciolto il ghiaccio. Sì, ma ora non lo faccio più eh! Non mi piace nemmeno troppo andare a ballare” e via di risata. Breda può dormire sonni tranquilli.

Ora Ammari è concentrato solo sul calcio, tanto da non perdersi mai le partite nemmeno in tv: “Guardo sempre la Serie A ma soprattutto il Milan che è la mia squadra preferita. Caspita, non ci voleva la sconfitta contro il Genoa… E poi seguo il mio Marsiglia”. Impossibile spiegare cosa significhi il Marsiglia per i marsigliesi. “Un po’ come il Napoli per i napoletani!”. Un’emozione unica crescere nella propria squadra del cuore: “Che squadra a quei tempi, piena di campioni!”. Flashback: Lucho Gonzalez era un fenomeno. Gignac una macchina da gol, anche se non ai livelli di Caputo – scherza, a conferma del buon umore in casa Entella – Sai, i miei compagni sono i più forti del mondo per me!”. Un fiume in piena: “Ricordo sempre con piacere anche i fratelli Ayew che sono due miei grandi amici e due ottimi ragazzi, per non parlare di Joey Barton!”. Alt: ma siamo sicuri che sia lo stesso Barton definito ai tempi ‘criminale’? “Sì, lui! L’immagine che filtra di lui non lo rispecchia affatto: è tranquillo e scherzoso, anche se… In campo non ha amici!”. “Che entratacce in allenamento”, e via, ennesima risata. “Infine voglio citare Deschamps: un ottimo allenatore che parlava poco ma che sapeva sempre consigliare nel modo giusto”.

Il Marsiglia per Ammari appartiene al passato, anche se non ha dubbi nell’individuare il talento del futuro: “Segnatevi questo nome: Boubakar Kamara. È cresciuto con me come se fosse il mio fratellino”. Non solo una questione d’affetto: sul classe ’99, i radar di mezza Europa. “È un fenomeno e scommetto che sarà il futuro difensore centrale della Francia”. Ma occhio anche ad Ammari, che come talento calcistico non scherza affatto. Ed ora che ha iniziato anche a segnare, non si vuole certo fermare. Per dare continuità a quel mix esplosivo capace di trascinare l’Entella fino al secondo posto in classifica.

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