Fifa, Infantino: "Sono triste per un Mondiale senza Italia, mi sarebbe piaciuto consegnare la coppa a Buffon"

Il mio primo mondiale da presidente Fifa senza l’Italia, sono triste”, queste le parole di Gianni Infantino che sulle pagine de La Gazzetta dello Sport esprime il proprio rammarico per la mancanza della Nazionale azzurra questa estate in Russia.

Mi sarebbe piaciuto consegnare la coppa a Buffon - continua il numero uno della Fifa - ma da tempo c’erano segnali in questo senso. L’Italia poteva anche qualificarsi, ma questo avrebbe solo nascosto i problemi. L’Italia era prima in tutto: organizzazione, strutture, tattica, ma senza lavoro, il talento non basta”.

Un consiglio per il prossimo commissario della federazione invece: “Spero che il commissariamento sia breve. Serve un presidente forte, che abbia una strategia a lungo termine, come in Inghilterra dopo l’Heysel”.

Poi sul mercato: “Non mi piace quello che vedo, i trasferimenti hanno raggiunto i 6,4 miliardi di dollari, mentre le commissioni per gli agenti mezzo miliardo, ma per la formazione solo 60 milioni. Servono regole sui trasferimenti e di trasparenza. Vorrei recuperare i valori che hanno reso grande il calcio e ancora: riduzione dei prestiti e rose con massimo 25 giocatori”.

Sul Var, Infantino rimane positivo: “Sono tanti due minuti per una decisione, ma meglio una scelta giusta. In una partita si perdono circa 7 minuti per le rimesse laterali e dal fondo e 8 per le punizioni.

Infine sul nuovo Mondiale per club: “Si farà dal 2021 a giugno ogni 4 anni. Parteciperanno 24 squadre, di cui la metà europee, in 8 gruppi da 3. Saranno in totale 31 partite. Fair play finanziario? L’80% della spesa dei club è indirizzata in mercato stipendi. Il salari cap è difficile da applicare, ma si può pensare ad un tetto ingaggi”.

L’intervista completa nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.

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