Dalla Omnitel al Novara, chi è Banchieri: "Ecco la mia formula! Io scaramantico..."

Nel 2011 l’attuale allenatore del Novara, Simone Banchieri, faceva tutt’altro lavoro: “In Omnitel, area amministrativa”. Stimato, ben visto, con prospettiva di crescita. Ma la strada che voleva percorrere era un’altra e portava dritta al calcio. Tentazione incontrollabile. “Quando ho detto al mio capo ‘lascio per allenare’ pensava fossi pazzo. ‘Ma dove vai? Per firmare per chissà che squadra poi’ è stata la precisazione di molti”. Lo scetticismo generale imperversava ma Simone ha tirato diritto senza ripensamenti. Non avrebbe accettato rimorsi futuri: “C’è da dire che io allenavo già nei dilettanti. Quando ho vinto il campionato Beretti Nazionali con la Canavese - contro il Milan di Nunziata e il Monza di Bergomi - ho deciso di dare una sterzata entrando a Coverciano per ottenere il patentino da professionista”. Passione, volontà, conoscenza. La parolina magica però è un’altra: sacrificio. Partire da zero e dimostrare sul campo cosa si riesce a fare e dove si può arrivare. I risultati sono sbocciati sin da subito. Seguendo un modello in particolare: “Il Milan di Sacchi”. Banchieri ci svela in esclusiva: “La scintilla è scoccata a 15 anni guardando VHS su VHS di quella squadra lì. Magica. E lo dico da ‘non milanista’. Non saprei dirti quante volte mi sono visto e rivisto Milan-Real o Milan-Steaua”. Momento romantico, che fa emergere un Banchieri decisamente legato alle sue origini. “Per me il calcio deve nascere dalla strada, dall’oratorio, dal giocare semplice”. Dal quotidiano. “Ogni giorno deve servire per migliorare”. Come il suo Novara attuale.

Il Novara Calcio in tempo di quarantena. Ce lo racconta in esclusiva il suo allenatore. “Siamo tutti chiusi in casa ma non ci lamentiamo: le priorità sono altre in questo momento. Interagiamo attraverso delle chat WhatsApp, delle call conference, ci sentiamo tutti i giorni e portiamo avanti programmi metabolici legati alla forza e alla tecnica: tanti di noi si trovano in appartamenti senza giardino quindi sai, il bisogno aguzza l’ingegno e capita di utilizzare bottiglie di acqua, palline di spugna oppure i gradini di casa. Poi controlliamo il peso ogni due giorni. Noi dello staff tecnico guardiamo molte partite, tanti giocatori: mandiamo alcuni video ai nostri ragazzi per capire dove si possa migliorare. Insomma, vogliamo farci trovare pronti non appena ci sarà il via libera per poter tornare a giocare”. Riprendere un campionato che per il momento stava regalando molte soddisfazioni. “In pochi si aspettavano un rendimento così: siamo a soli due punti dai terzi in classifica. Il nuovo corso, iniziato quest’anno, composto da 4 giocatori esperti e tutti giovani promettenti, ci sta regalando sorprese. Nessuna squadra in Italia è così in alto come la nostra se consideriamo età media e minutaggio”.

Giovani al potere, insomma. Per di più quasi tutti di proprietà. “Bortolussi (1996), Pinotti (2003), Ferrara (2002) e Barbieri (2002) stanno dimostrando tutto il loro valore e vedrai, ne sentiremo parlare”. Parole al miele per l’ultimo, Tommaso, terzino destro che ha già giocato un Mondiale di categoria - con Nunziata ct - e interessa a Juventus, Inter e Roma. “Barbieri arriverà in Serie A. E’ un ragazzo intelligente, pieno di qualità, soprattutto umane. Sono dell’idea che senza intelletto difficilmente si ottengono buoni risultati. Lui è un esempio da seguire”. Complimenti e grandi elogi per i leader dello spogliatoio: Gonzalez, il capitano Buzzegoli, Bianchi e Andrea Sbraga; senza dimenticarci dei prodotti del vivaio come Collodel e Nardi, giusto mix tra esperienza e stelline future: “Stanno facendo una grande stagione, non mollano mai e sono sempre sul pezzo, concentrati e disponibili”. Valorizzazione e… senso di appartenenza: un’altra ‘vittoria’ di Simone Banchieri. “Quest’anno abbiamo riportato l’entusiasmo in città, abbiamo riavvicinato la squadra alla sua gente. In quanto ad abbonati siamo al primo posto del nostro girone”. L’alchimia è nata anche grazie allenamenti in città, tra le vie di Novara.

Un altro segreto? L’x factor ce lo rivela lo stesso Simone. Senza nascondersi. “Sono molto scaramantico. Se vinciamo ripeto le stesse abitudini, soprattutto nell’abbigliamento. Non voglio essere un matto o passare per tale ma non ti nego che se i risultati arrivano quando indosso un determinato pullover allora tendo a riproporlo con piacere. Il problema è per la mia famiglia: una volta non trovavo i calzini della partita precedente, ovviamente vinta. Penso fossero a lavare. Non ti dico cos’è successo”. La particolarità ci incuriosisce, andiamo a fondo. “Ti racconto un altro episodio: spesso mi scambio una gomma da masticare con il fisioterapista, poco prima del fischio d’inizio. Un giorno ci siamo dimenticati di farlo ed è scoppiato il disastro”. Dettagli importanti. Ma quello che conta è il coraggio di provarci sempre. “Anche quando ti danno del pazzo...”. Cit. Simone Banchieri.

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